Fiera Dei Soprastanti a Foligno la prima domenica di settembre

FIERA DEI SOPRASTANTI

 

 

 

E' quanto scrive nel 1646 Ludovico Jacobilli nel suo Discorso della Città di Foligno. Ma anche altre testimonianze di storici contribuiscono a rendere l'idea dell'importanza della Fiera di Foligno.

Istituita dai Trinci in occasione delle celebrazioni per la festa dell'Annunciazione (o di S. Maria) che cadeva il 25 marzo (le prime notizie certe risalgono al 1425, anno in cui si protrasse per tre dì devanti alla dicta festa e tre dì dopo essa), la Fiera ebbe nel corso dei secoli una notevole espansione dell'importanza e della durata.

Continue proroghe furono concesse, inizialmente, con provvedimenti straordinari emanati di volta in volta dai Priori del Comune su richiesta concorde dei mercanti.

Più tardi, numerosi Privilegi papali permisero di affrancarla definitivamente dalla festa dell'Annunciazione e dal 1600 di istituzionalizzarne la durata in due mesi, dal 20 maggio al 20 luglio.

Da questo momento verrà indicata come Fiera del Beato Pietro da Foligno, la cui festa cade il 19 luglio, una magistratura straordinaria, per tutto il tempo della Fiera, si sostituiva ad ogni altra autorità cittadina, in particolare a quella del Governatore e del Podesta, per regolare e mantenere, anche con l'uso della forza, il buon ordine durante lo svolgimento della manifestazione.

Tale magistratura straordinaria, appunto i Soprastanti (o Presidenti), era costituita esattamente il 18 febbraio da sei cittadini illustri della Fiera, nominati ogni anno, attraverso l'estrazione da un bossolo contenente i nominativi di tutti i consiglieri.

La consuetudine dei Soprastanti ricevette, a partire dalla metà del 1500, il riconoscimento Pontificio a giudicare tutte le cause civili e criminali tanto fra cittadini che fra mercanti e a comminare le pene opportune, inclusa quella capitale.

Il loro compito, tuttavia, non si esauriva in una funzione di ordine pubblico, estendendosi anche ad altre rilevanti competenze, che disciplinavano le modalità di svolgimento della manifestazione e di vendita, prevedendo anche le sanzioni relative.

L'appuntamento della fiera folignate si inserì ben presto nel contesto del più grande sistema fieristico dell'Italia centrale, costituito da manifestazioni (Farfa, Lanciano, Rimini, Senigallia, ecc) susseguentesi secondo un calendario che permetteva ai mercanti di programmare un unico viaggio, costellato da tappe in importanti raduni, al fine di diminuire i costi e i rischi degli spostamenti e con il risultato di assicurare una notevole quantità di scambi e grande varietà e ricchezza di merci.

Le autorità comunali dedicarono sempre particolare attenzione alla Fiera, che rappresentava per la Città occasione di notevole crescita economica e culturale.

Fiera, infatti, significava afflusso di masse di mercanti, che dovevano alloggiare e cibarsi, che recavano mercanzie spesso irreperibili sul mercato interno e nuove correnti di cultura e tecnica mercantile e che, in ogni caso, col semplice svolgimento di date operazioni commerciali, portavano un notevole incremento all'economia cittadina, garantendo anche lo smaltimento delle eccedenze della produzione agricola.

Per tale motivo furono continuamente adottati provvedimenti che favorissero al massimo l'afflusso di mercanti e genti nella città, mediante ogni forma di garanzia personale e di stimolo economico, tra cui l'istituzione della figura dei Sovrastanti, la concessione di privilegi fiscali, la garanzia di ogni protezione e franchigia, l'aumento della vigilanza diurna e notturna in città e nelle strade principali di comunicazione.

La vigilanza quotidiana alle porte e per le vie della Città era esercitata dai fanti, un corpo di vigilanza armata reclutato nel contado e particolarmente temuto per il potere di disporre del fermo e della conduzione dell'imputato di fronte all'autorità giudiziaria dei Soprastanti.

Per info

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347/3630963

Francesco


 

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